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Altro che "rimpasto", quando la farina ha i vermi e il lievito puzza è meglio buttare tutto

Ugo Cappellacci (foto tratta da Adnkronos)Se è solo dabbenagine o malafede penalmente rilevante spetta alla magistratura stabilirlo, una cosa è certa, i destini del popolo sardo non possono essere lasciati nelle mani di un Presidente, per sua ammissione, “babbeo”. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti e lo ribadiamo, quando Cappellacci in campagna elettorale usava lo slogan “La Sardegna torna a sorridere”, si riferiva di certo alle combricole di amici e amici degli amici che già si sfregavano le mani in vista dei guadagni futuri.

È sempre più evidente, abbiamo a che fare con consorterie, camarille della peggior specie, speculatori senza scrupoli che volteggiano sul cadavere dell’economia sarda per trarne, parassitariamente, tutto il beneficio possibile. Una cosa è certo la manifesta incapacità si è palesata nell’intero anno e mezzo di questa sciagurata legislatura, segnata dal dramma del lavoro che viene meno, dall’aumento della povertà, dal degrado senza fine delle istituzioni autonomistiche.

Altro che semplice rimpasto, quando la farina ha i vermi e il lievito puzza bisogna buttare via tutto e cambiare la materia prima. Il solo atto di dignità, ammesso che ne sia rimasto un grammo, è che il presidente e la sua giunta si dimettano immediatamente onde evitare altri danni irreparabili, in una situazione già di per sé gravissima, per la nostra regione. Presidente faccia tornare la Sardegna a sorridere, si dimetta!

Gianni Fresu - Segretario regionale PRC Sardegna