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Lontani dagli affari, vicini ai cittadini

Federazione della SinistraIl programma della Federazione della Sinistra per le elezioni provinciali del 30-31 maggio 2010.  Poniamo al centro il tema della vicinanza degli enti locali ai cittadini, per contrastare gli effetti della crisi economica su lavoratori, disoccupati, pensionati, studenti.

1. La Provincia per uscire dalla crisi. Andare oltre l’ordinaria amministrazione. Amministrare per dare risposte concrete per l’oggi e per il domani.

La Sardegna sta pagando a prezzo troppo caro le conseguenze della crisi economica. La disoccupazione dilaga e aumenta il numero delle famiglie sarde in difficoltà senza alcuna prospettiva di miglioramento per il futuro. La Provincia deve dare risposte immediate agli altissimi costi sociali e allo spaventoso vortice al ribasso prodotto dalla crisi economica. Occorre ripristinare condizioni di crescita e sviluppo e costruire nuove opportunità di lavoro. Non basta limitarsi all’ordinaria amministrazione. La situazione è drammatica e le risposte devono essere adeguate e straordinarie. I sardi meritano di più. E la sola, ancorché buona, gestione amministrativa della Provincia, non sarà sufficiente per uscire dalla crisi. Occorre un nuovo slancio. Bisogna osare qualcosa di più. Amministrare deve significare trovare risposte adeguate e immediate alle difficoltà di oggi e costruire una prospettiva di miglioramento per il futuro. Le mancanze di Stato e Regione devono essere colmate dalla Provincia con politiche di redistribuzione e inclusione sociale.

2. Basta con la politica degli affari. Governare domandando.

In questi anni sono cresciuti gli episodi di corruzione. L’uso delle istituzioni per finalità e interessi particolari è diventata ormai una costante. Spesso e volentieri le istituzioni pubbliche sono condizionate da un rapporto perverso tra politica e affari. La legalità e l’imparzialità della pubblica amministrazione il principio su cui fondare la propria azione di governo. La questione morale, però, non è solo una questione di formale rispetto delle leggi, pure indispensabile ma non sufficiente. La questione morale è strettamente legata alla sostanza dei provvedimenti amministrativi. Occorre ascoltare i cittadini e affrontare i reali problemi del territorio per dare risposte concrete. La Provincia deve diventare il luogo privilegiato per creare quella rete di rapporti fra istituzioni, associazioni, sindacati e cittadini sviluppando una intesa attività di consultazione e di partecipazione, nella programmazione e nella realizzazione degli interventi.

3. Un nuovo modo di amministrare. Gestire bene le risorse disponibili, evitare gli sprechi.

In questi anni di Governo Berlusconi, la Provincia ha visto crescere le sue funzioni, senza un corrispondente trasferimento di risorse. Le competenze trasferite alla Provincia da Stato e Regione devono essere integralmente finanziate. Ai tagli si associa il patto di stabilità, pensato per tagliare la spesa pubblica con effetti disastrosi sul piano economico e sociale, come accade in Grecia. Occorre invertire questa tendenza e spostare l’asse sui bisogni dei cittadini, lavoro e sviluppo, e eliminare gli sprechi. È fondamentale aumentare la produttività dell’apparato, investendo sulla valorizzazione e la formazione continua del personale della Pubblica Amministrazione. Perciò è necessario ridurre incarichi esterni e consulenze e investire sui giovani, avviando una nuova stagione di concorsi pubblici e di assunzioni eliminando le chiamate a persona.

4. Tutelare l’ambiente, consumare meno e meglio l’energia per migliorare la qualità della vita e costruire un nuovo sviluppo.

La salvaguardia e la qualità dell’ambiente sono strategici per migliorare la qualità della vita e costruire un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile, programmando prima di tutto interventi di bonifica delle situazioni di degrado ambientale e paesaggistico del territorio. In materia di assetto idrogeologico è indispensabile non permettere i disastri causati da decenni di politiche di rapina e saccheggio del territorio, valorizzando Ente Foreste, nella prevenzione contro gli incendi e Protezione Civile. É importante tutelare la biodiversità e l’ecosistema del territorio, valorizzando il ruolo dei parchi esistenti e istituendo nuove riserve naturali. Il Piano Provinciale dei Rifiuti deve contenere alcune scelte di fondo: riduzione della produzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata, no agli inceneritori, filiera del riciclo e promozione di prodotti a basso impatto. La battaglia per l’acqua pubblica è ancora più importante visto il tentativo del Governo di privatizzare questo bene primario. Nell’Autorità d’Ambito la Provincia deve impegnarsi per: riorganizzare l’uso delle risorse idriche, garantendone una efficace gestione; garantire la pubblicità del servizio idrico e superare la fallimentare ed inefficiente gestione di Abbanoa; introdurre la progressività del sistema tariffario con un quantitativo minimo giornaliero; ridurre i costi di allaccio. La Provincia deve promuovere nuovi stili di consumo energetico orientato al risparmio. Gli edifici pubblici devono essere alimentati con fonti alternative e rinnovabili, come il fotovoltaico, e adottando sistemi di riscaldamento radianti a bassa temperatura. Si deve incentivare il risparmio energetico anche verso i cittadini, snellendo le procedure burocratiche con uno sportello di assistenza per informare e documentare su acquisti verdi, risparmio energetico, bio-architettura. Contro il tentativo del Governo di installare centrali nucleari in Sardegna è importante informare e sensibilizzare i cittadini e adottare delibere di “territorio denuclearizzato”.

5. Avremmo bisogno di tutte le nostre intelligenze. Investire sulla scuola pubblica per la Sardegna di oggi e di domani.

La scuola pubblica è una risorsa per tutti i sardi: si deve investire sulla scuola pubblica come centro di promozione umana e culturale, di aggregazione sociale e di partecipazione democratica. Una scuola democratica, moderna ed efficiente che punti a migliorare l’offerta formativa. È necessario: costruire un dialogo concreto tra scuola secondaria e imprese; creare una rete di interazione tra le scuole così da ampliare l’offerta formativa e rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più eterogenea per provenienza sociale, religiosa e culturale; sostenere gli alunni bisognosi attraverso borse di studio e contributi per l’acquisto del materiale didattico. L’edilizia scolastica: innovamento e sicurezza per rendere le scuole moderne, adeguate e funzionali. Potenziare le strutture sportive e consentirne l’uso ad Enti o associazioni, che promuovano la diffusione dello sport nel territorio. Garantire il diritto allo studio e prevenire la dispersione scolastica che ha ricadute gravissime anche nel mondo del lavoro. Attuare politiche di integrazione e sostegno per i ragazzi più deboli in modo da garantire la partecipazione democratica e la libera espressione di tutti nella salvaguardia delle peculiarità di ciascuno.

6. Solidarietà, cultura e sport, dignità, coscienza e benessere dei sardi.

Non c’è pace senza giustizia e uguaglianza sociale. Gli effetti della crisi economica diventano sempre più insopportabili per i cittadini. Il principio dell’eguaglianza e le pari opportunità diventano secondari per l’attuale Governo che ha ridotto drasticamente il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS). Nessuno deve rimanere indietro. La Provincia deve: costruire un sistema di servizi sociali che risponda ai bisogni delle persone; migliorare la qualità della vita delle fasce sociali più svantaggiate ossia giovani, donne, migranti, bambini e anziani, promuovere il terzo settore, indispensabili nelle politiche sociali. Devono essere create condizioni di partenza e opportunità di crescita e benessere uguali per tutti. Maggiori e migliori servizi sociali devono essere garantiti. La Provincia deve essere capace di integrare la rete dei servizi sociali con quelli sanitari ed educativi, intervenire con determinazione per contrastare il crescente fenomeno della povertà estrema e investire sulla prevenzione del disagio sociale. Riconoscere e promuovere lo sport sociale per garantire a tutti il diritto all’attività motoria e sportiva come strumento per facilitare processi di inclusione sociale. Si deve valorizzare la cultura come strumento di crescita economica e sociale attraverso la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, artistico e linguistico.

7. Un nuovo modello di sviluppo sostenibile, il lavoro e le risorse locali.

La disoccupazione è la prima vera emergenza. La Provincia deve creare nuove opportunità di lavoro, pulito e duraturo, a partire dalle risorse locali e dell’ambiente, puntando su innovazione e formazione continua per assecondare le vocazioni del territorio e valorizzare beni culturali e turismo. I Centri Servizi per il lavoro della Provincia devono essere uno strumento per l’inserimento lavorativo, la formazione e la riqualificazione, contro la disoccupazione giovanile, femminile e di lunga durata. Imprese, organizzazioni datoriali, rappresentanze sindacali, devono fare rete per: monitorare la realtà produttiva locale, individuando le esigenze del mercato del lavoro, favorendo l’incontro fra domanda e offerta; promuovere una capillare informazione e l’orientamento attraverso Centri Servizi per il Lavoro, Informagiovani, CESIL e istituzioni scolastiche; contro il lavoro nero e per la sicurezza sul lavoro; potenziare i servizi alle imprese per ridurre il precariato. La Provincia deve sostenere le attività di incubazione d’impresa, facilitando l’accesso al credito attraverso controgaranzie per il microcredito, verso l’imprenditoria giovanile e femminile. Occorre dare visibilità a produttori ed artigiani locali, mediante esposizioni, fiere e manifestazioni, e migliorare i SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive). La formazione professionale deve accrescere le opportunità di trovare un’occupazione. La Provincia deve dotarsi di strumenti per l’analisi del fabbisogno formativo, coinvolgendo disoccupati, imprese e organizzazioni di categoria perseguendo: l’inserimento lavorativo e il reimpiego di lavoratori svantaggiati, disoccupati o inoccupati e i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali (provenienti da aziende in situazione di crisi); la rimozione delle discriminazioni nell’accesso al lavoro; la finalizzazione al lavoro dei progetti formativi evitando. La formazione professionale non deve essere una forma mascherata di sussidio di disoccupazione né un ripiego per le imprese.

8. Restituire lavoro e dignità alle categorie più deboli dell’agricoltura.

L’agricoltura sarda vive una crisi ormai decennale. Agricoltura biologica, recupero del patrimonio naturale ed architettonico locale, educazione ambientale, educazione al gusto, e agricoltura sociale devono essere gli strumenti per il rilancio dell’agricoltura sarda. Occorre partire dalla riqualificazione e dalla tutela dell’ambiente rurale puntando sull’innovazione e investendo su produzioni agricole di qualità associate al lavoro, alla tipicità, alla territorialità e tracciabilità. É fondamentale, insieme con le organizzazioni professionali agricole, i sindacati, le associazioni ambientaliste e dei consumatori, favorire il contatto diretto tra produttori e consumatori, riducendo il numero di intermediari con spazi per la vendita diretta, accorciando la filiera con incremento di reddito per i produttori e risparmio e qualità per i consumatori.

9. Ripensare la mobilità e i trasporti.

La mobilità nel territorio passa dal miglioramento della rete stradale che deve tenere conto esterni, ambientali e sociali. Il potenziamento del trasporto pubblico riduce i costi e rende più accessibili gli spostamenti. La Provincia deve promuovere il ricorso alla mobilità pubblica attraverso servizi migliori, puntuali e costi ragionevoli, coordinando il trasporto pubblico su gomma con quello ferroviario. In questa direzione è fondamentale che la gestione delle aziende dei trasporti resti pubblica.