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Il PRC Sardegna verso le elezioni provinciali e comunali

Partito della Rifondazione ComunistaRisoluzione politica approvata dal CPR il 14 marzo 2010, con 29 voti favorevoli e 8 astensioni.

Il PRC della Sardegna, in una fase drammatica nella quale si somma l’emergenza economica e quella democratica nazionale, unitamente al decadimento delle istituzioni autonomistiche e alla desertificazione economica della nostra regione, ritiene di assoluta importanza il consolidamento di una coalizione organica su base programmatica delle forze democratiche sarde. Un tavolo regionale dal quale restino escluse quelle forze, cosiddette “di confine”, che hanno reso possibile la vittoria del Governo Cappellacci e sono a tutt’oggi impegnate nell’attuazione concreta del suo programma. Occorre porre un’alternativa forte, radicale, ai governi delle destre sul piano nazionale e regionale. A tal fine ribadiamo l’interesse alla definizione preliminare di un documento politico e di un’intesa programmatica che espliciti in maniera netta e inequivocabile tale alternatività, quindi la realizzazione, in tempi rapidissimi, di tre iniziative dibattito regionali sui temi della difesa della Costituzione, su nucleare ed energie rinnovabili, sul piano regionale di sviluppo e sulle politiche di contrasto alla disoccupazione e alle povertà. In un contesto segnato dal disfacimento della piattaforma produttiva sarda e dal disarmo dei suoi settori economici strategici, con il conseguente corollario di disoccupazione ed espansione delle fasce di povertà ed esclusione sociale, occorre porre da subito il problema di una alternativa seria, credibile e dal profilo sociale chiaro al peggior governo regionale che la storia autonomistica della Sardegna abbia mai conosciuto. Non ci convince affatto l’dea dell’unità indistinta di un fantomatico “popolo sardo” nel quale si trovino a fianco, sullo stesso piano, sfruttatori e sfruttati, forze di maggioranza e opposizione. È tempo, nel pieno divampare della crisi economica del capitalismo mondiale, di scelte di campo e la nostra non consente mediazioni: stare con i lavoratori e le esigenze popolari.

Sul piano locale, riteniamo che anche per le provinciali e le comunali sia indispensabile questa chiarezza. Anziché discutere di nomi e primarie sarebbe bene definire collegialmente un programma in base al quale individuare i candidati possibili, non viceversa. Riteniamo infatti del tutto fallimentari, e foriere di distorsioni della normale dialettica democratica, le recenti propensioni presidenzialiste che anziché vincolare Presidenti e Sindaci al programma e alle forze della coalizione hanno spesso fatto di queste figure i “padroni” delle maggioranze, rendendo le stesse forze politiche ostaggio di umori e scelte arbitrarie del tutto individuali. Parallelamente al programma deve pertanto essere stilato un documento politico nel quale vengano statuiti, nero su bianco, i criteri etici e le modalità democratiche attraverso cui giungere alla selezione delle rappresentanze amministrative, così come le regole alle quali tutti (Presidenti, Sindaci e partiti) devono attenersi, prima fra tutte l'esclusione di candidati che abbiano avuto condanne penali, in particolare per reati contro la pubblica amministrazione. Un patto i cui contraenti siano tenuti al rispetto sia prima sia dopo le elezioni. Riteniamo inoltre che sarebbe sbagliato introdurre elementi di ambiguità e trasformismo nelle coalizioni locali attraverso estensioni improprie ad alcune forze che sul piano regionale hanno fatto una scelta inequivocabilmente contraddittoria rispetto ai principi che devono ispirare le alleanze di centro sinistra. A tal fine il PRC si impegna nei livelli locali perché ciò non accada, prendendo anche in considerazione l’ipotesi di abbandonare le alleanze di centro sinistra qualora questi elementi di ambiguità non fossero sciolti. Il PRC, coerentemente con la sua storia e la necessità di porre al centro dell’agenda politica le questioni del lavoro e gli interessi delle classi subalterne sarde, è impegnato nella costruzione della Federazione della Sinistra come nuovo polo di aggregazione dei movimenti, delle associazioni culturali, delle forze sociali e politiche comuniste e di sinistra che si riconoscono nei valori dell’anticapitalismo. In conseguenza di questa scelta strategica, la Federazione intende aprire le proprie porte all’insieme di tali soggetti e quindi presentare, anzitutto con l’intesa e l’unità dei suoi soggetti promotori, le proprie liste e il proprio simbolo in tutte le provincie e nei comuni sopra i 15.000