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Lettera aperta al compagno Antonio Rudas e alla CGIL Sassari

Caro compagno,
Giovani Comunisti Sassaricome Giovani Comunisti del Prc / Federazione della Sinistra salutiamo la tua riconferma alla guida della Camera del Lavoro di Sassari. Abbiamo avuto modo di condividere la tua condanna, nel merito e nella metodologia utilizzata, all'accordo firmato il 19 ottobre dall'allora Filcem nazionale con Eni, sulla testa dei lavoratori. È stata una condivisione profonda che ha confermato in noi giovani militanti, una volta più, la necessità di un sindacato combattivo per le sorti del movimento operaio di questo paese (che poi sono le sorti della stessa democrazia). Non possiamo, quindi, non gioire della tua proposta di modificare lo statuto della CGIL in chiave più garantista per i lavoratori (la parte negozialmente più debole) impegnati nelle vertenze. È solo a loro che spetta l'ultima parola!

Abbiamo anche condiviso le tue paure circa una piattaforma debole per lo sciopero regionale del 5 febbraio scorso. Ora, in pieno attacco alle regole democratiche e ai diritti del lavoro (con una legge che subdolamente aggira l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori), pensiamo che occorra superare le debolezze da te stesso rilevate, e che per noi oggi si ripetono, con uno sciopero di sole quattro ore basato quasi esclusivamente su questioni fiscali, per preparare una mobilitazione di massa che possa incidere sul serio contro le politiche di Governo e Confindustria. Una mobilitazione che contribuisca a modificare i rapporti di forza e a spostare a sinistra l'asse della politica di questo paese. Per quanto ci riguarda riteniamo ormai improcrastinabili misure come:

  • il blocco dei licenziamenti anche attraverso la requisizione delle aziende che chiudono o licenziano, in particolar modo quelle che hanno inquinato e che hanno goduto di finanziamenti pubblici sotto qualsiasi forma;
  • la creazione di poli industriali pubblici sotto il controllo dei rappresentanti dei lavoratori e con il determinante contributo della ricerca pubblica anche ai fini della riconversione dell'economia;
  • la nazionalizzazione del credito.

Allo stesso tempo pensiamo che la CGIL si debba mettere a disposizione con la sua imponente struttura per innescare un moto di solidarietà operaia che potenzialmente esiste nella classe lavoratrice. Partendo dalla splendida iniziativa dei lavoratori caseari di Thiesi, in solidarietà agli operai della Vinyls, ci rivolgiamo a te affinché si dia vita ad una cassa di resistenza, a un fondo di solidarietà che parta inizialmente dagli iscritti alle diverse categorie della CGIL per poi diffondersi nel resto della società, e che finanzi le lotte estenuanti che stanno scandendo questa fase.

La nostra generazione ha bisogno di un sindacato di lotta e di solidarietà come la CGIL può e deve essere. Un saluto a pugno chiuso, compagno Rudas.

GIOVANI COMUNISTI SASSARI - www.lapeoperaia.tk / gcsassari@gmail.com